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Rassegna stampa
 
20/02/2013 - ARTE.GO - Sweet Art. Mostra Collettiva

Un viaggio affascinante sul cibo immaginato, visto e rivisto, reinterpretato prima di essere mangiato. Una riflessione sul "good design" e su tutto quello che gira intorno alla confezione, alla memoria collettiva, al riuso di ciò che solitamente si può trovare sul banco di una pasticceria. 
La mostra, curata da Erika La Rosa e organizzata da Metamusa arte ed eventi, presenta le opere di artisti che nel loro ambito di ricerca hanno lavorato sul tema del cibo, riflettendo e reinterpretando o riutilizzando gli ingredienti e gli elementi usati dalle abili mani degli chef. 
Le ricette in cucina raccontano molto di un momento storico, del gusto di una società, del senso estetico di un periodo del passato o del presente. Il semplice gesto quotidiano di gustare un dolce o scartare un cioccolatino può scatenare una serie di riflessioni che vanno oltre il puro piacere di nutrire il corpo e inducono all'approfondimento di ciò che quel gesto rappresenta. Una ricerca sul packaging, nel caso di Giordano Redaelli dove non si tratta di dipingere il marchio ma di usare il marchio per dipingere e poi anche per rivelare la promessa che il marchio contiene. Un marchio che, d'altra parte, è "storico" come il packaging di cui, in un certo senso, fa parte: espressione di un gusto preciso. Redaelli sceglie tra l'altro packaging di piccoli oggetti golosi, caramelle, cioccolatini, the o caffè che non mancano nella casa di ciascuno, oggetti che fanno ormai parte della nostra quotidianità. 
Quando ormai tutto sembra perduto Enrica Borghi riesce a ridare vita agli oggetti, con una misteriosa e affascinante alchimia, trasformando poeticamente il materiale di scarto. Stagnole colorate di cioccolatini, che pare abbiano raggiunto il limite estremo del proprio ciclo vitale, vengono prelevate dalla realtà e utilizzate per creare, un grande muro incantato e fantastico nell'installazione esposta a Sweet Art. 
Con Giorgio Laveri gli oggetti, la frutta, i cioccolatini ingigantiti e reinterpretati assumono l'importate ruolo di lente di ingrandimento sul quotidiano nella sua più comune e scontata accezione per renderlo non convenzionale e porlo al centro dell'attenzione, restituirlo protagonista di una trasfigurazione artistica. Ogni oggetto preso in considerazione diventa per Laveri uno strumento di comunicazione e più precisamente di comunicazione sensuale: il soggetto, più che qualcosa di importante in sé, è un mezzo per coinvolgere e avvicinare chi guarda. 
In un contesto dove il buono e il bello sono valori condivisi, la creatività degli artisti si intreccia con quella dei grandi maestri pasticceri.

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